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Case History
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Questa sezione racchiude una serie di piccoli spunti di mercato al fine di far comprendere al lettore le possibilità applicative della tecnologia.

Oltre ciò, si citano anche i progetti consolidati da aziende del settore con tecnologia RFiD.

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ZigBee si sostituisce all'RFiD PDF Stampa E-mail
Scritto da Corrado Patierno. Tutti i diritti sono riservati come da Licenza Creative Commons a cui fa riferimento il sito   
martedì 29 luglio 2008 13:57

Non sono molte le novità che il mercato offre in rapporto alle tecnologie esistenti, è bello però notare come una tecnologia nata per fare tutt'altro, ben si adatta ad essere utilizzata come e forse meglio dell'RFiD in alcuni specifici settori.

L'ultima novità è entrata a far parte della famiglia dell'identificazione a radiofrequenza è la tecnologia ZigBee, che se utilizzata esclusivamente attraverso il suo ID univoco, grazie al basso costo, all'assorbimento ridotto, le dimensioni non superiori ai 6cm quadrati, diviene un ottimo strumento per l'identificazione animale. E' di ZigBeef, startup americana, l'idea di dotare le mandrie di transponder ZigBee attivi, con incorporato sensore di movimento, che grazie al raggio d'azione di oltre 60mt, permette inventari puntuali più precisi e veloci, nonchè il tracking puntuale ogni qual volta l'animale si muove.

I sensori utilizzati, sono dotati anche di un sensore di temperatura.

Grazie a questa implementazione tecnologica, si è ridotto l'impatto di lavoro a cui erano sottoposti gli animali o gli uomini, dato che la tecnologia precedentemente utilizzata era la passiva a 134.2KHz, che permetteva letture ravvicinate, costringendo quindi o gli animali a passare in appositi e costosi varchi oppure obbligando l'operatore ad avvicinarsi pericolosamente all'animale. Questo tipo di sensoristica, promette ZigBeef non nuoce agli animali e permette il tracking anche di bestiame in movimento o di animali selvaggi.

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Il governo inglese coofinanzia l'RFiD PDF Stampa E-mail
Scritto da Corrado Patierno. Tutti i diritti sono riservati come da Licenza Creative Commons a cui fa riferimento il sito   
martedì 29 luglio 2008 11:57

Il governo inglese ha sovvenzionato 1.2mln di euro, attraveso l'università di Warwick, un progetto pilota di Land Rover, l'ex divisione inglese della "Ford Motor Co", per testare la tecnologia RFiD al fine di monitorare il flusso di pallet di materiali di assemblaggio per la catena di produzione dello stabilimento di Solihull nel West Midlands.

Obiettivo del progetto è rendere più snella e meno dispersiva la catena logistica in quanto Land Rover, attraverso studi sui tempi di fermo e ricerca materiale, ha stimato che circa il 10% dei pallet circolanti tra fornitori e stabilimenti viene smarrito o mal collocato e questo comporta una perdita di 2.4mln di euro all'anno in costi di ricerca o duplicazione di ordini al fine di non stoppare la produzione.

Il partner tecnologico suggerito dalla stessa Università di Warwick è Savi Technologies, che attraverso la sua soluzione attiva a 433 MHz, fornisce il prodotto ideale per monitorare casse e pallet stipati in grandi aree e spesso contenenti grandi quantità di metallo.

Il pilota ha necessitato tre anni di gestazione per poter essere pronto all'avvio, tempo necessario per testare l'HW RFiD, per creare la piattaforma software per gestire le transazioni di materiali e per convincere ed addestrare i 22 maggiori fornitori e 308 terzisti che gravitano nel sistema Land Rover.

L'impianto scelto è un impianto che ha un elevato volume di produzione (produce infatti i veicoli Range Rover, Range Rover Sport, Discovery e Defender per un totale di 200.000 veicoli l'anno), tale scelta è stata fatta al fine di valutare il sistema sotto stress e valutare la reale efficacia in termini di ROI. Infatti in un impianto di dimensioni minori, i problemi logistici sono più bassi e l'efficenza gestionale più elevata, in quel caso il ROI sarebbe giunto più lentamente, inoltre non si sarebbero potuti valutare i reali impatti sul sistema macroeconomico dell'area.

Negli ultimi anni, molte case automobilistiche, proprio per l'innalzamento dei costi di gestione dettati dall'impossibilità di controllare gli sprechi, hanno dismesso impianti che non mantenevano un'efficenza gestionale tale da giustificarne la crescita, concentrandosi su un numero maggiore di stabilimenti più piccoli e maggiormente specializzato (una o due linee di veicoli) così da poter gestire gli stabilimenti con efficenza gestionale maggiore anche se con efficienza globale più bassa (sopratutto quando il mercato di un veicolo è in crisi), quindi con minori sprechi ma con lavoro più discontinuo. Questo stato di cose, ovviamente non permette una gestione continuativa del lavoro, incidendo sia sul mercato del lavoro dipendente (precarietà), sia sul sistema macroeconomico di rapporti tra fornitori ed azienda madre (più fornitori più piccoli, dislocati in zona, con le loro inefficenze e con prezzi mediamente più alti per le instabilità del mercato).

Il pilota Land Rover invece dimostra come in un sistema tecnologicamente avanzato e con l'adeguata piattaforma di scambio dei dati è possibile ridurre enormemente gli sprechi, aumentando notevolmente l'efficenza gestionale dello stabilimento, permettendo quindi il mantenimento di più linee di produzione, stabilimenti più grandi e meno costosi, che permettono una migliore ricollocazione del personale tra linee diverse e nuove riducendo il numero di precari necessari come polmone produttivo, rapporti con fornitori più grandi, più stabili e quindi più economici, nonchè la centralizzazione della distribuzione dei veicoli in quanto prodotti sempre nello stesso stabilimento, abbassando i costi di logistica out-process.

Il progetto ha previsto l'installazione dei rilevatori RFiD nelle baie di carico/scarico merci dello stabilimento principale e nelle aree di spedizione/arrivo dei 22 maggiori fornitori. Attraverso la piattaforma software, all'atto della spedizione da parte di un fornitore, lo stabilimento di Land Rover viene avvisato di quando e cosa arriverà, potendo quindi preallocare risorse e spazi per la merce in arrivo. Inoltre il sistema dispone di una serie di alert che entrano in azione in caso di errata collocazione del materiale o nel caso non arrivi a destinazione nei tempi o nei luoghi previsti.

Ovviamente, i transponder e le relative casse, vengono poi reinstradati dopo l'uso ai fornitori, che così chiudono il cerchio logistico.

Tra i vantaggi inattesi, c'è anche quello ecologico, in quanto si è determinato che l'efficenza della catena logistica, ha ridotto del 4% i consumi di carburante sia interno allo stabilimento, che tra distributori/fornitori.

Il prossimo passo del progetto, sarà il suo consolidamento nelle altre realtà Land Rover, oltre che evolvere nel neo proprietario Tata Motors.

Ultimo aggiornamento ( martedì 29 luglio 2008 14:17 )
 
Il freddo RFiD PDF Stampa E-mail
Scritto da Corrado Patierno. Tutti i diritti sono riservati come da Licenza Creative Commons a cui fa riferimento il sito   
sabato 31 maggio 2008 14:56

Manor, una grande catena di magazzini svizzeri, ha adottato un sistema di monitoraggio della temperatura dei frigoriferi e dei congelatori attraverso l'uso di appositi Tag Rfid con sensore di temperatura. Gli apparecchi controllati sono 1.800 sparsi in 30 magazzini sul territorio svizzero. I Transponder sono impostati per eseguire il Log della temperatura ogni 10 minuti e dal mese di febbraio, un team specializzato, le analizza sia in orario di esercizio che di chiusura. L'idea progettuale e relativo pilota, nacque nel 2003, quando un errore degli addetti alla manutenzione spensero una serie di frigoriferi senza riavviarli e sostituire i fusibili, cosa che arrecò un considerevole danno sia economico, sia di immagine verso i clienti. La legilazione svizzera già imponeva il monitoraggio della temperatura più volte al giorno, costo che unito al danno subito ed alla possibile reiterazione del problema, ha spinto la società nella ricerca di un sistema di monitoraggio continuo dell'operatività degli apparecchi al fine di garantire lo stato di conservazione degli alimenti.

I risultati sono stati talmente confortanti che, la Manor, sta pianificando l'estensione del progetto anche ai prodotti freschi e surgelati lungo l'intera supply chain, dai fornitori ai propri clienti distributivi fino ai punti vendita. Questo secondo "step" progettuale, coinvolgera anche l'azienda di latticini Emmi, che apporrà un Tag per pallet ai prodotti destinati ai tre centri distributivi Ce.Di con cui Manor opera abitualmente.

I transponder verranno interrogati mediante appositi Gate all'ingresso del centro Ce.Di, in tale centro i pallet verranno aperti e le merci verranno ripallettizzate secondo le necessità di fornitura. Su questi secondi pallet, Ce.Di apporrà ulteriori Tag forniti da Manor inserendoli però a campione nelle scatole dei prodotti.

Dopo la spedizione da parte di Ce.Di a Manor, gli addetti continueranno a monitorare i prodotti finchè non giungeranno allo scaffale, momento in cui recupereranno i Tag (che a questo punto non sono più necessari in quanto i frigoriferi hanno già i loro tag di monitoraggio) per reinviarli al Ce.Di al fine di riutilizzarli. Questo sistema oltre a garantire completamente la catena del freddo, permette il monitoraggio delle tempistiche di movimentazione, sopratutto dal ricevimento in Manor all'apposizione nello scaffale.

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Ge-Aviation spedisce con RFiD PDF Stampa E-mail
Scritto da Corrado Patierno. Tutti i diritti sono riservati come da Licenza Creative Commons a cui fa riferimento il sito   
martedì 27 maggio 2008 18:26

Sempre di più, nel campo aeronautico, si vedono progetti RFiD di apprezzabile fattura.

L'ultimo è il sistema messo in piedi dalla Ge-Aviation, divisione della General Electric, specializzata nella costruzione di componenti, parti ed interi motori aeronautici per il comparto civile e militare.

Nello specifico, il sistema è stato adottato tra due stabilimenti, siti rispettivamente in Kentucky e North Carolina. Tra questi due stabilimenti, era solita la spedizione di componenti non assemblate, fornite in Kit preaggregati muniti di codice a barre. Il problema maggiore era all'atto del ricevimento merce, che costringeva all'apertura di ogni singolo pallet ed alla relativa catalogazione del materiale prima di poterlo utilizzare, in quanto si perdeva traccia di cosa era stato inserito in ogni singolo pallet, inoltre non erano insoliti problemi di merce spedita erroneamente tra gli stabilimenti.

Attualmente il sistema, grazie alle etichette sia RFiD che Barcode, permette la compatibilità completa con i vecchi sistemi, ma sopratutto, grazie all'uso di due varchi (ingresso ed uscita) il Warehouse Management System (WMS) è in grado di fornire le informazioni sulla corretta spedizione e sopratutto cosa c'è nei vari pallet inviati, riducendo enormemente i tempi di lavorazione, eliminando quasi totalmente la spunta alla ribalta.

 

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Ultimo aggiornamento ( martedì 27 maggio 2008 18:57 )
 
RFiD come il caviale PDF Stampa E-mail
Scritto da Corrado Patierno. Tutti i diritti sono riservati come da Licenza Creative Commons a cui fa riferimento il sito   
martedì 27 maggio 2008 18:22

Recentemente, Agroittica Lombarda, società specializzata nell'allevamento dello storione, con prestigiose marche di caviale direttamente controllate, ha ammodernato il suo processo di gestione e controllo industriale, passando dall'operatività manuale del personale (Inserimento manuale delle informazioni del sistema gestionale oppure documentazione cartacea da compilare e conservare), ad un sistema AutoID completamente RFiD oriented.

Nello specifico, ad ogni storione è stato impiantato sotto pelle un chip RFiD di dimensioni ridottissime, e l'identificativo univoco del Tag correlato con l'intero Sistema Informativo gestionale, che permette di ottenere in realtime dati come l'allevamento, la nascita, i trasferimenti di vasca ecc..

Nella fase produttiva, il tag assume il più classico compito di tracciabilità di produzione, usando contenitori taggati che impediscono al personale di commettere errori procedurali.

Allo stato attuale è possibile tracciare l'intera filiera, loggando i trattamenti subiti, dalla pesatura iniziale fino alla spedizione finale, garantendo la massima qualità del prodotto.

Il costo dell'operazione si è poi rilevato interamente coperto dalla riduzione delle operazioni manuali da parte degli operatori, nonchè dal controllo puntuale e completo dell'efficenza della filiera produttiva.

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