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Scritto da Corrado Patierno. Tutti i diritti sono riservati come da Licenza Creative Commons a cui fa riferimento il sito
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sabato 15 marzo 2008 18:05 |
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La tecnologia RFID sta confermandosi una carta vincente nella battaglia per le tre V della logistica: volumi, velocità, varietà. Ma per realizzare pienamente il valore dell’identificazione in radiofrequenza, un’azienda non può limitarsi a creare nuovi e giganteschi flussi di dati: deve metterli in relazione con altri aspetti del business. Recentemente sono stati presentati i primi risultati di un progetto, per l’automazione della supply chain di una nuova linea di produzione Ford per veicoli industriali. Il principale problema degli utenti è usare l’informazione prodotta. L’obiettivo quindi è “far arrivare l’informazione a coloro a cui interessa”. Il nocciolo dell’RFID sta nel supportare le persone che possono prendere decisioni in tempo reale basate su queste informazioni, e per questo occorre un buon software per raccoglierle e movimentarle. Dal punto di vista tecnico la sfida è gestire la valanga informativa mediante l’integrazione dei vari livelli, dai sensori di prossimità alla logica che estrae l’informazione ai cruscotti operativi e direzionali. Nel progetto di Ford la tecnologia RFID è stata utilizzata non solo come strumento di conteggio, ma anche per il governo in tempo reale del flusso delle parti. Sono state adottate etichette attive a bassa frequenza, con una batteria che dà loro una vita di cinque-sette anni secondo la frequenza di accensione; hanno una distanza utile di 300 metri, e usando la triangolazione la loro posizione può essere determinata entro poco più di un metro, quindi si possono associare al singolo posto di lavoro. Di grande interesse invece è il lato Consumer, dove l'RFiD è stato applicato su un furgone per effettuare il tracking dei materiali su esso depositati, con l'integrazione mediante il computer di bordo infatti è possibile non dimenticare più niente ! 

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Ultimo aggiornamento ( martedì 01 aprile 2008 13:43 )
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