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RFiD ITAILIA EU Case History
Case History

Questa sezione racchiude una serie di piccoli spunti di mercato al fine di far comprendere al lettore le possibilità applicative della tecnologia.

Oltre ciò, si citano anche i progetti consolidati da aziende del settore con tecnologia RFiD.

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Gelati semipassivi PDF Stampa E-mail
Scritto da Corrado Patierno. Tutti i diritti sono riservati come da Licenza Creative Commons a cui fa riferimento il sito   
martedì 27 maggio 2008 17:55

La grande multinazionale dei surgelati Unilever Hungary sta sperimentando l'impiego delle tecnologie RFiD al fine di monitorare il corretto mantenimento della catena del freddo durante l'intero processo produttivo e distributivo, così da assicurare ai propri utenti la qualità del prodotto surgelato fresco.

Nello specifico, la divisione ungherese stà studiando l'adozione della tecnologia 13,56 MHz con l'uso di transponder semipassivi (la cui batteria dura circa 2 anni) della Montalbano Technology MTsens, che sono in grado di rilevare la temperatura circostante e loggarla al proprio interno per poi fornirla alla prima richiesta di lettura. Questi tag (Non in formato etichetta, ma sottili scatolotti di qualche mm di spessore in formato badge), vengono apposti sulle scatole dei gelati dello stabilimento di Veszprem.

Il test condotto ha fornito risultati molto soddisfacenti, ed ha permesso di evitare spiacevoli rotture della catena del freddo, sopratutto durante le fasi di carico e scarico del prodotto dai mezzi di trasporto.

Unilever Hungary ritiene estremamente positiva l'esperienza fatta con tali apparati, ma per poter arrivare al tracking continuo dalla produzione al banco frigo ci vorranno ancora anni, sia per un aumento dell'efficenza tecnologica (alle basse temperature le batterie soffrono), sia per una cospiqua riduizone del prezzo dei Tag, che nello specifico, sono costati per piccole quantità oltre 10€, sia per la messa in opera di un'infrastruttura tecnologica capillare.

Ovviamente i vantaggi per la Unilever Hungary sono immediati, in quanto già l'uso della tecnologia sulle strutture distributive cardine a livello di pallet permetterà un elevato controllo qualità certificata e la riduzione degli scarti/sprechi derivanti dalla rottura della catena del freddo.

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San Daniele il prosciutto RFiD DOP PDF Stampa E-mail
Scritto da Corrado Patierno. Tutti i diritti sono riservati come da Licenza Creative Commons a cui fa riferimento il sito   
martedì 27 maggio 2008 13:15

Già da tempo il Consorzio del Prociutto San Daniele stà valutando le potenzialità delle tecnologie AutoId ed in particolare della tecnologia RFiD al fine di rendere meno soggetto a contraffazione il famoso prosciutto e per implementare una vera tracciabilità di filiera.

Il problema più sentito dal Consorzio è ovviamente la contraffazione, a tal fine, è allo studio un'implementazione RFiD applicata alla certificazione del marchio. Ricordiamo che il marchio San Daniele è protetto in 51 paesi attraverso il marchio DOP (Denominazione di Origine Protetta).

Durante la fase di studio, il Consorzio ha deciso di utilizzare l'RFiD anche per monitorare il controllo sul processo produttivo e quindi la qualità dle prodotto.

Il progetto, nato nel 2005, ha visto i primi test nel 2006 mediante l'applicazione dei transponder sul prodotto all'inizio del processo produttivo presso due stabilimenti in San Daniele. Nel corso del 2007, l'analisi dei risultati ha permesso l'identificazione delle vere necessità del sistema ed ha permesso la creazione di uno studio di fattibilità completo che ha dimostrato l'efficacia del sistema sia come anticontraffazione, sia come tracciabilità di filera lungo tutto il processo produttivo.

I Tag in uso sono ISO 15693 a 13,56 MHz, la loro forma e boxatura invece è custom, sviluppata ad hoc secondo i dettami del Consorzio, il Tag è apposto direttamente nel prosciutto e non ne altera o rovina le proprietà. Il sistema ideato prevede la lettura dei Tag ad ogni fase produttiva, con la compilazione di una Log List che descrive tutti i passaggi del prosciutto.

Durante quest'anno verranno avviati altri test per tutti gli abiti dei sotto-processi al fine di monitorare anche l'efficienza della catena produttiva.

La struttura dati risiede interamente sui server dell'Istituto Nord Est Qualità (INEQ) ed il transponder contiene esclusivamente il suo ID. Nel sistema informativo, tale ID è correlato a dati come la data di nascita del suino o l'alimentazione seguita.

Al termine della fase di implementazione, il sistema conterà un volume di transponder utilizzati pari a 4 mln annui.

 

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Ultimo aggiornamento ( martedì 27 maggio 2008 14:20 )
 
Airbus Crede nell'RFiD PDF Stampa E-mail
Scritto da Corrado Patierno. Tutti i diritti sono riservati come da Licenza Creative Commons a cui fa riferimento il sito   
sabato 26 aprile 2008 13:51

Airbus crede ed investe fortemente sull'RFiD

Il gigante aerospaziale europeo Airbus, ha recentemente annunciato i suoi piani per una radicale trasformazione, in più anni, della catena di approvvigionamento. Tale trasformazione avverrà con un ampio dispiegamento di tecnologia RFID in decine di processi della catena di approvvigionamento stessa.

"Airbus sta utilizzando una serie di tecnologie Auto ID, come codici a barre e RFID per migliorare il suo processo di business in tutta la catena del valore," ha detto Carlo Nizam, capo della "value-chain visibility and RFID" per Airbus.

"L'uso della tecnologia RFID, in particolare, contribuirà a semplificare i processi aziendali; taglio tempi di ciclo e di inventario, eliminando pratiche burocratiche e riducendo i costi delle operazioni, fornendo informazioni in tempo reale ed automatizzato il monitoraggio delle operazioni commerciali in tutto il ciclo di vita del prodotto."

I piani aggressivi e la consapevolezza di essere tra i maggiori committenti per la tecnologia RFID a fronte di qualsiasi altra società che fino ad oggi ha sviluppato progetti pilota in questo campo, ha dato come risultato il successo dei vari progetti pilota RFID in Airbus e degli sforzi fatti nel 2006.

"La motivazione che ci ha spinto ad approcciare un progetto pilota del genere per la catena del valore è che Airbus vede la catena del valore come 'utili in movimento'. Questi profitti non sono limitati a una particolare funzione, ma sono sparsi lungo tutta la catena del valore. Lo stesso vale per i costi", ha aggiunto Nizam. "Quindi ci stiamo concentrando su un grande 'disegno' al fine di conseguire notevoli risparmi. Un approccio completo ed integrato è la chiave per garantire l'interoperabilità end-to-end, non solo all'interno di Airbus, ma dentro l'ecosistema Airbus nel suo complesso, al fine di evitare un approccio che copra una vasta gamma di problemi ma in maniera casuale, permettendo di concentrarci sulle priorità dei nostri clienti sia interni che esterni."

Le tre Fasi del Piano.

Il programma si svolgerà nel corso di molti anni.

Per ora, Airbus ha attualmente definito il roll-out in tre fasi:

Fase I - processi Supply Chain: il Focus sarà sul fornitore delle parti di integrazione, di logistica e distribuzione; essere fornitori RFID-enabled permetterà di migliorare la visibilità di spedizione e la sua precisione.

Fase II - processi di fabbricazione: il Focus si concentrerà sul trasporto globale, la produzione e le operazioni di assemblaggio.

Fase III - processi di Manutenzione: Track su tutte le parti che vanno in assemblaggio sull'intero aeromobile, dal processo di assemblaggio stesso alla sua manutenzione, così da tracciare e rintracciare automaticamente tutte le parti associate ad uno specifico aeromobile. L'obiettivo è costruire un "elenco elettronico" per accelerare e migliorare il servizio.

"Ogni fase rappresenta uno specifico campo di applicazione rispetto ai processi in Airbus" ha detto Nizam. "I progetti pilota della fase 1, sono stati condotti tra gennaio e aprile 2006, ed risultati sono stati in grandissima parte positivi. Complessivamente, i risultati sono stati poi applicati in più aree e processi rispetto alla fase di rilascio 1. Queste porzioni progettuali, sono state poi analizzate e customizzate per ogni paese in cui opera Airbus. Ogni area geografica rappresenta un progetto in sé. Questi progetti sono quindi la priorità per il deploy del sistema. E, naturalmente, ogni progetto non sarà 'esplosivo', ma passerà attraverso una fase pilota (rampa) al fine di stabilizzare il nuovo processo in espansione fino al completamento".

Ognuna di queste fasi è un grande sforzo, e comprende una serie di sotto-progetti operativi in varie regioni del mondo.

"La Fase 1 è attualmente in deployment. Ciò significa che stiamo lavorando a testa bassa sulla lista delle priorità dei progetti all'interno della Fase 1," Nizam aggiunto. "La linea di assemblaggio finale di Amburgo dell'aereo A380 ha utilizzato pienamente la tecnologia RFID ed ha permesso di fornire soluzioni per il monitoraggio automatico dei container, così come il monitoraggio delle linee di assemblaggio finale dei modelli A318/A319/A321 di Amburgo. Siamo in fase di 'rampa' in diverse altre località in Germania e in Francia. Il tempo totale che copre tutte le 'business operations' di Airbus coinvolte per la fase 1, è difficile da stimare perché stiamo parlando di tutte le locations mondiali di Airbus, possiamo però dire che parliamo in ordine di anni."

In parallelo con il rollout della fase 1, le prove per la fase 2 sono nella loro fase finale.

Integrazione del Fornitore

In un elemento chiave della fase 1, sarà il lavoro che Airbus dovrà fare con i fornitori al fine di codificare e taggare le spedizioni. I Fornitori potranno agganciare i lettori a dei computer con accesso al sistema web-based 'Airbus application portal' fornendo i dati di comunicazione RFID basati su dati di spedizione convenzionali per Airbus. Questo permetterà la creazione della 'nota di avviso spedizione' che verrà utilizzata per accogliere, eseguire l'inventario e migliorare la visibilità dei prodotti.

"I lettori RFID saranno forniti 'a costo' da Airbus e a piattaforma software Auto ID che elaborerà queste informazioni saranno un costo di Airbus ", ha detto Nizam. "L'E-Supply Chain sarà lo strumento (gratuito per i nostri fornitori) che fornirà tutti i mezzi necessari per lo scambio di informazioni tra i nostri partner della catena di approvvigionamento, la piattaforma software Auto ID e sistemi aziendali di Airbus."

Quando le consegne dei fornitori, e le informazioni di spedizione saranno inserite sul portale di Airbus, verranno inviate le informazioni pertinenti ad ogni sistema aziendale di Airbus. Quando un oggetto all'interno di una fase operativa di Airbus sarà letto da lettore di codice a barre o RFID, l'informazione verrà inviata alla piattaforma Auto ID di riferimento e le informazioni che l'oggetto è stato trasferito verranno solo aggiornate sull' E-Supply Chain poichè già presenti prima della spedizione.

La piattaforma Auto ID è di Oat Systems, in collaborazione con IBM. Gran parte del processo di trasformazione è reso possibile dalle suite di IBM, compreso il suo WebSphere Business Process Management.

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Ultimo aggiornamento ( sabato 26 aprile 2008 16:19 )
 
Servizi di Mobilità PDF Stampa E-mail
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martedì 01 aprile 2008 15:38

Una soluzione basata sulla tecnologia RFID per gli operatori di trasporto pubblico.

Le piccole aziende di trasporto pubblico potranno utilizzare la tecnologia Rfid (Radio Frequency Identification) per monitorare più efficientemente i propri veicoli, controllarne i movimenti in modo più preciso e fornire informazioni accurate sul programma delle corse. Questo grazie a un innovativo sistema di controllo delle attività.
Il prototipo è stato presentato alla ITB, fiera internazionale del turismo svoltasi recentemente a Berlino.

Il nuovo sistema di controllo automatico delle operations consente ai servizi di trasporto pubblico di fornire informazioni più affidabili su arrivi e partenze: per monitorare i veicoli, invece del satellite, il sistema impiega tecnologia Rfid a basso costo.

Le fermate sono dotate di chip radio, mentre i bus e i tram sono equipaggiati di lettori delle unità rilevate dai chip. Quando un veicolo entra in un’area di fermata, legge il numero di identificazione sul chip Rfid e lo invia al centro di controllo delle operations insieme al numero della corsa, alla via e all’esatto orario del giorno. Da lì i trasmettitori -dispatchers- sono in grado di impostare qualunque cambiamento di programma e passarlo direttamente ai passeggeri, al personale del mezzo pubblico o al display elettronico.

Un grande esempio è ATM di Milano, dove già è in uso l'abbonamento elettronico RFiD.

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Ultimo aggiornamento ( martedì 01 aprile 2008 18:44 )
 
Pubblica Amministrazione PDF Stampa E-mail
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martedì 01 aprile 2008 15:26

Un caso di Asset Management per la gestione degli apparati telefonici, implementato nel Ministero degli Affari Esteri di Roma.
La soluzione RFID, denominata TAG Invent, è stata adottata dal Ministero degli Affari Esteri di Roma e consente la gestione e il monitoraggio della movimentazione dei beni strumentali (apparati telefonici), dalla presa in carico fino alla rottamazione.
Il sistema si basa sull’etichettatura degli apparecchi con Tag RFId di tipo passivo grazie ai quali è possibile registrare e aggiornare, per ogni telefono, tutte le informazioni relative al suo stato e alla sua movimentazione, attraverso le diverse fasi del processo di gestione dei beni e la raccolta complessiva dei dati in un database centrale accessibile via rete.
Le etichette vengono predisposte mediante una stampante RFId e vengono successivamente lette/scritte tramite l’utilizzo di computer palmari industriali.

L’RFID è la soluzione più efficiente e valida per soddisfare le richieste del Ministero degli Affari Esteri; a causa della natura istituzionale di quest’ultimo, la mobilità del personale che opera nelle sedi romane del Ministero è molto elevata a causa di numerosi fattori, quali l’avvicendamento con personale che rientra da sedi estere, il cambio Direzione Generale o servizio di appartenenza e la variazione di funzioni/esigenze.

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Ultimo aggiornamento ( martedì 01 aprile 2008 18:45 )
 
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