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Moncler mette in sicurezza il suo Business

Costosi. Anche più di 1000€ per un Piumino marcato Moncler.

moncler
Nonostante il prezzo elevato, il mercato di fascia alta continua a richiederne sempre di più e proprio per questo motivo, il gruppo Italo-Francese è divenuto un obiettivo primario per i contraffattori, sopratutto in Cina.

Il problema non è passato inosservato al marchio di lusso e quest’ultimo ha optato per l’introduzione di un nuovo strumento tecnologico nella sua lotta contro i falsi.
Cominciando con la sua collezione primavera-estate 2016, ciascuno dei prodotti di Moncler sarà dotato di un chip di identificazione a radiofrequenza (RFID) per consentire ai clienti, attraverso l’uso di una app dedicata (e del relativo smartphone nfc), di poter verificare sul sito code.moncler.com l’autenticità del capo. Anche se saranno ben pochi i clienti senza uno smartphone nfc, moncler ha replicato il codice del trasponder anche su un QRCode leggibile con una app come barcodescanner.

Il problema delle contraffazioni è enorme per marchi di moda. L’ ufficio europeo per l’armonizzazione nel mercato interno (UAMI) ha stimato che le contraffazioni costano alle marche europee il 9,7% delle loro vendite ogni anno, per un totale di 28,7 miliardi di dollari nel 2015. Perdite così rilevanti portano anche ad una mancata crescita (od in alcuni casi nella perdita) di posti di lavoro, e la Cina è la fonte di più di due terzi di questi prodotti contraffatti, sempre secondo l’UAMI.

Nel mese di novembre, un tribunale di Pechino ha assegnato a Moncler circa 3 milioni di yuan (470.000 dollari) come danni imputati ad una fabbrica cinese, trovata a violare il marchio attraverso la vendita di giacche con il logo Moncler.
“Questo è una sentenza innovativa”, ha dichiarato Moncler in un comunicato, “poichè questa è la prima sentenza in Cina a tutela di un marchio estero, che accorda un risarcimento di legge.”

Moncler si è anche adoperata nella ricerca e segnalazione alle varie autorità mondiali per la chiusura di ben oltre un migliaio di siti web (paywall) che utilizzavano il suo nome e il suo logo vendendo falsi.

Questo nuovo approccio di Moncler non risolve del tutto i suoi problemi, ma rende molto più facile per i clienti la verifica di autenticità del capo, teoricamente impedendo la vendita di falsi, ma anche imputando il reato di riciclaggio a chi (prima inconsapevolmente) vendeva i propri capi contraffatti. Soluzioni simili potrebbero essere utilizzate anche da altri marchi di moda per la lotta contro falsità dilagante, come Louis Vuitton e Chanel.

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