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RFiD anche in cantiere

Uno dei maggiori produttori mondiali di attrezzature per cantiere Bairstow Lifting Products, produttore di sistemi per la sicurezza individuale, quali caschi, imbracature, cavi ed attrezzature di sollevamento quali montacarichi, ganci, carrucole, ha optato per una soluzione tecnologica via Rfid HF per la certificazione delle proprie soluzioni/prodotti e per favorire le periodiche attività di ispezione.

La soluzione, progettata da UPM Raflatac e Marnlen RFiD, prevede l’applicazione, sui prodotti Bairstow, di tag HF (on-metal se necessario) nonchè di fornire ai clienti i reader ed il software necessario alla lettura, così da consentire ai clienti un modo più veloce ed efficace per la conduzione delle ispezioni sulle attrezzature e la certificazione dei processi.

Viste le problematiche delle sollecitazioni a cui i tag possono essere sottoposti in un cantiere edile come polveri, acqua, raggi UV, urti, sfregamenti, i tag RFId sono stati progettati ad hoc con una boxatura ip68. Anche il collante è stato selezionato accuratamente per permettere ai tag di essere solidamente attaccati ad un ampia varietà di superfici, come poliestere, nylon, corda, ferro e acciaio. L’azienda intende inoltre offrire la possibilità ai propri clienti di acquistare soluzioni RFId (tag e/o inlay) personalizzati.

Carey Hanson, direttore vendite di Bairstow, sostiene che la presenza di tecnologie RFId sui propri prodotti permetterà ai clienti di ispezionare i prodotti con più facilità e accuratezza. Le aziende, appartenenti a settori dove il tema della certificazione delle attrezzature per la sicurezza sul lavoro è di fondamentale importanza, quali costruzioni, energia e utility, manifatturiero e soccorso pubblico, potranno infatti utilizzare terminali portatili per la lettura dei tag RFId, snellendo il processo di controllo e certificazione delle attrezzature ed eliminando errori, facilitando la compilazione dei documenti cartacei eliminando le inefficienze legate al processo manuale.

L’eventuale integrazione con sistemi di back-end, quali reader a Gate o con processi di verifica/inventario può permettere di migliorare la tracciabilità degli asset (per le aziende che lavorano su più cantieri o in cantieri settorizzati) e la visibilità sulla vita e sulla manutenzione effettiva degli equipaggiamenti.

Nel comparto normativo italiano, vorremmo anche specificare che tale soluzione, se adottata a livello capillare, può ridurre il rischio legale dell’azienda in caso di morti bianche, infatti: potendo certificare, attraverso una veloce scansione degli operai, quali attrezzature e/o dispositivi di protezione individuale di sicurezza indossano ad inizio servizio, quali apparati gli sono stati dati in uso, ci si mette al riparo da problemi legali potendo certificare che ogni singolo operaio è stato non solo dotato dei mezzi necessari alla sua protezione, ma addirittura identificare -quali- singolarmente (avendo i tag un id univoco), dimostrando in caso di incidente che ogni singolo operaio è stato dotato dei suoi mezzi di protezione individuale, oppure effettuando una scansione a termine servizio, è possibile verificare se qualche operaio ha dimenticato oggetti in cantiere potenzialmente pericolosi (es bombole di acetilene per le saldature), o di elevato valore (es. chiavi dinanometriche).

Naturalmente, quando un’azienda trova un beneficio in termini economico/legali nell’adozione di una tecnologia che permette il controllo sul cantiere, essendo usata anche per i dispositivi di protezione individuale, questi benefici poi ricadono positivamente proprio sulle persone che fanno uso di queste protezioni.

In fine, l’uso dei tag sulle attrezzature, anche per la parte di manutenzione, può permettere alle aziende di cespitare univocamente a livello mondiale le singole attrezzature, riducendo il rischio di furto ed abbassando il valore del grey market che in periodo di crisi risulta ampliato.

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RFiD anche in cantiere by Corrado Patierno is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International License.
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